Udine, 23 agosto 2025 – Un Crocifisso ligneo seicentesco, simbolo di devozione popolare e testimonianza di arte oltralpina, è stato protagonista del primo intervento in stampa 3D e reverse engineering su opera d’arte lignea in Friuli Venezia Giulia. Un risultato reso possibile grazie al contributo tecnologico e progettuale di TEC4I FVG, che ha messo a disposizione il proprio laboratorio H-ARP e le competenze digitali per affiancare il restauratore in un’opera d’avanguardia.
Il restauro conservativo ed estetico è stato curato dal Francesco Candoni, restauratore con esperienza nel recupero di opere lignee che ha eseguito l’intervento.
“La qualità della ricostruzione digitale ha permesso di ripristinare parti fondamentali dell’opera, nel pieno rispetto dei criteri conservativi e con la massima reversibilità” - commenta Candoni. “Un esempio virtuoso di come nuove tecnologie e tutela del patrimonio possano dialogare”.
Un’opera preziosa, un caso di studio
Il Crocifisso, datato XVII secolo e realizzato in cirmolo il Cristo e in larice la croce, è oggi proprietà del Comune di Forni Avoltri, grazie alla donazione della famiglia Agostinis, originaria della frazione di Collina. Secondo testimonianze orali, l’opera sarebbe giunta da Lesachtal, in Carinzia, rendendola un raro esempio di scultura devozionale oltralpina sul territorio regionale.
La figura del Cristo, scolpita con grande finezza, presenta dettagli anatomici straordinari, come la rete venosa realizzata con cordicelle stuccate e dipinte. Tuttavia, nel tempo, l’opera aveva perso diverse dita delle mani e dei piedi, rendendo necessario un intervento altamente specializzato.
Tecnologia e restauro: un binomio possibile
Grazie al supporto di TEC4I FVG, l’intera opera è stata digitalizzata con uno scanner 3D a luce strutturata. Le parti mancanti sono poi state ricostruite con l’ausilio di un programma di modellazione digitale e successivamente realizzate in polimero tramite stampa 3D. I nuovi elementi, consegnati al restauratore, sono stati adattati e integrati manualmente sull’opera, mantenendo la coerenza formale e cromatica del manufatto.
“Con questo progetto, TEC4I FVG conferma il proprio impegno per mettere l’innovazione tecnologica al servizio del patrimonio culturale”, dichiara Filippo Bianco, Amministratore Delegato di TEC4I FVG. “Siamo orgogliosi di aver contribuito a un intervento che non solo preserva la memoria collettiva di una comunità, ma dimostra anche il potenziale della stampa 3D nel settore del restauro”.
L’intervento sul Crocifisso ligneo di Forni Avoltri rappresenta solo uno dei primi esempi del lavoro che TEC4I FVG sta portando avanti per esplorare l’applicazione della stampa 3D nel settore dei beni culturali. Il laboratorio H-ARP, cuore tecnologico della struttura, ha già avviato altri progetti simili – tra cui la ricostruzione di componenti scultorei e manufatti antichi – e prosegue nell’attività di sensibilizzazione e divulgazione rivolta a enti pubblici, restauratori e istituzioni museali.
“Le nuove tecnologie – sottolinea Luigi Valan, esperto tecnico di TEC4I FVG – non solo possono contribuire alla conservazione del patrimonio culturale come nel caso del restauro o della catalogazione digitale, ma anche alla sua valorizzazione rendendolo inclusivo e accessibile ad un pubblico più ampio”.
Servizio fotografico a cura del restauratore Francesco Candoni